Riflessione serale sul look di Linux Mint…

Riflessione serale sul look di Linux Mint…

Non so voi ma io ogni volta che installo Linux Mint perdo un sacco di tempo nel tentativo (spesso vano) di personalizzarne l’aspetto della distro cercando di trovare un tema di icone “neutro”, un buon tema gtk e un buon tema per Cinnamon.

Mint X, il tema di default di Linux Mint

Quando dico tema di icone neutro mi riferisco a quei temi di icone che non vanno a mascherare le icone dei vari programmi. A mio avviso i set di icone di default delle distro devono personalizzare solo cartelle e applicativi personalizzati per una questione di rispetto nei confronti degli sviluppatori dei vari programmi che investono tempo e risorse per avere un proprio brand, un look che rende i loro programmi subito riconoscibili.

Mint Y, quello che dovrebbe essere il restyling di Linux Mint

Non so come fanno in Linux Mint a non curare minimamente questo aspetto. I temi di default mascherano pesantemente le icone dei vari programmi. Veramente c’è qualcuno a cui piacciono questi temi?

PS: io questa sera ho trovato il mio equilibrio con questa combinazione. Come tema di icone ho utilizzato le icone Adwaita 3.26 che sono le uniche che sono decenti che sono riuscito a trovare.
Tema GTK è Adapta mentre il tema Cinnamon è Adapta-Nokto. Il wallpaper è questo

Il mio tentativo di rendere il tutto più carino

PPS: e comunque ancora non sono convinto del risultato finale
PPPS: vengo da un tour su elementary, li si che sanno come fare i set di icone e personalizzare il look globale della distro (scrollbar a parte) ma questa è un’altra storia…

Il primo problema di Linux: le persone che non sanno cambiare!

Il primo problema di Linux: le persone che non sanno cambiare!

Lo sapete quale è il vero problema che impedisce ai sistemi operativi Linux di arrivare nella case delle persone comuni? Le persone che sanno cambiare!

Si proprio così, sono loro, gli utenti pigri, gli utilizzatori finali svogliati, sono loro la vera causa. Persone che si ostinano ad usare sistemi Windows non perché lo reputino superiore, non perché ne abbiano reale necessità lavorativa (perché oh, io stesso sono uno di quelli che volente o nolente deve avere a che fare per lavoro con Windows) e nemmeno perché hanno la scusa di aver comprato la licenza (perché il più delle volte non l’hanno manco comprata o avuta col PC assemblato di turno) ma semplicemente perché non vogliono cambiare, perché se gli cambi la disposizione di una icona iniziano ad andare nel panico, perché se gli mostri come installare una applicazione con due click si sentono male al sol pensare di cliccare una icona e magari preferiscono andare in giro per il web e pescare eseguibili della peggior specie per craccare programmi per ritoccare (malamente) le foto fatte con il cellulare.

Queste persone sono il vero problema, persone con la paura di cambiare, persone che non riescono a ragionare fuori dagli schemi, persone che continuano a fare le cose sempre nello stramaledetto modo perché hanno sempre fatto così e pensano che quello sia l’unico modo di fare le cose.

Se non cambia la testa delle persone non andremo molto lontano….

Immagine via Pixabay

L’Executive Director della Linux Foundation definisce il 2017 l’anno di Linux sul desktop ma usa macOS

L’Executive Director della Linux Foundation definisce il 2017 l’anno di Linux sul desktop ma usa macOS

In queste ore nella comunità Linux si sta discutendo di un episodio spiacevole che ha coinvolto Jim Zemlin, l’Executive Director della Linux Foundation.

Ma cosa è accaduto?
In questi giorni si sta tenendo l’Open Source Summit 2017, una conferenza organizzata dalla Linux Foundation che tratta argomenti inerenti la diffusione di Linux e del software open source.
Durante la conferenza Jim Zemlin, tramite tweet, ha annunciato che questo 2017 è l’anno di Linux sul desktop

Zemlin: 2017 is officially the year of the Linux desktop! #OSSummit

— The Linux Foundation (@linuxfoundation) 11 settembre 2017

Tutto molto bello (e ottimistico aggiungerei). Cosa c’è di sbagliato in questo intervento?
Be, il fatto che, stando a quanto riportato da Matthew Garrett‏, developer e contributore attivo del mondo del software libero e open source, Zemlin non usa più da anni un pc con Linux preferendo macOS per lavorare e l’iPad come strumento per le presentazioni

4 years later, @jzemlin is still rocking an iPad and doing his slides under MacOS

— Matthew Garrett (@mjg59) 10 settembre 2017

Se tutto ciò fosse confermato sarebbe una delle più brutte pubblicità verso Linux. Sarebbe come vedere Tim Cook utilizzare un Surface Book.

Voi cosa ne pensate?

Gli utenti Linux prestano attenzione alle autorizzazioni su Android?

Gli utenti Linux prestano attenzione alle autorizzazioni su Android?

Si sa, non starò certamente qua a ripetere quanto gli utilizzatori di Linux sono mediamente più interessati a ciò che riguarda la sicurezza del loro sistema operativo e dei pacchetti che installano sulla propria distribuzione.
C’è però una curiosità che, da questo lato del blog, nasce. Avete presente quel progetto che ha un pizzico di Linux all’interno, chiamato Android?

Le applicazioni sul Play Store infatti esplicitano le autorizzazioni di cui necessitano per poter funzionare, ma non finisce qui, ti spiego in maniera più dettagliata come funzionano le autorizzazioni su Android.
Abbastanza comodo non trovi?
Eppure capita spesso di vedere applicazioni che magari sfruttano solo la fotocamera avere anche la possibilità di accedere al telefono e ai contatti senza alcun motivo, oppure la lettura dell’id del dispositivo.

Da Marshmallow in poi abbiamo la possibilità di autorizzare solo determinate funzioni a scapito di altre (consapevoli però che certe funzioni dell’app non funzioneranno, se non l’intera applicazione stessa), per chi ha ancora un versione più vecchia di Android ( e parliamo di Lollipop) invece non c’è molta scelta: accettare e installare oppure no.

La vostra opinione

Ecco, la stessa attenzione che mettete nell’installare i pacchetti, magari evitando PPA esotici (abbiamo già parlato qualche settimana fa di Sicurezza e PPA ), la riponete anche nella scelta delle applicazioni del vostro smartphone?

Avete mai prestato attenzione a tutte le autorizzazioni richieste oppure siete abbastanza fiduciosi nel prossimo e saltate questa verifica? Cosa ne pensate della gestione dei permessi e della sicurezza in Android? Prestate la stessa attenzione che prestate alla vostra distribuzione?

Un unico software center può portare Linux al successo?

Un unico software center può portare Linux al successo?

Vi ricordate quando qualche settimana fa vi chiesi se fosse possibile avere un a sola distribuzione?
Qualche giorno fa Jono Bacon, ex dipendente Canonical, ha scritto un articolo intitolato
Consolidating the Linux Desktop App Story: An Idea all’interno del quale si auspica l’aggiunta nel core delle distribuzioni GNU/Linux di un solo software center. Ha identificato gli elementi di partenza in Wayland, GNOME Software per una nuova idea di software center centralizzato, multidistribuzione, multifilosofico, basato su Flatpack.

Free/no free software center

Un unico repository di app che verranno filtrate per Desktop Environment, per free / non-free software aperto anche ai pagamenti.

Insomma un idea che fa pensare ad un mega centro per le applicazioni, in modo da rendere semplice all’utente cercare applicazioni, ma soprattutto invogliare i developer a sviluppare le applicazioni in uno store che si affaccia a tutte le distribuzioni, con statistiche quindi rivolte ad una userbase decisamente più allettante rispetto all’utenza di una singola distribuzione.

La scelta di Bacon su GNOME Software è comprensibile: GNOME, che piaccia o meno è il DE di riferimento con un pur ottimo KDE, di conseguenza propone Wayland, ormai considerato il successore di X con Mir sullo sfondo, non c’è quindi bisogno di reinventare qualcosa che già esiste a livello tecnico.

Spazio alla vostra opinione

Questa proposta può avere successo e di conseguenza rendere al panorama IT Linux una realtà meno frammentata di ora e più appetibile per i produttori e i grandi team? Vi auspicate un futuro simile oppure no?
Come sempre lo spazio per i commenti è tutto vostro e delle vostre opinioni.