Ubuntu 17:10: Wayland come sessione predefinita

Ubuntu 17:10: Wayland come sessione predefinita

Continuano ad arrivare interessanti novità da Canonical. Ubuntu 17.10 avrà Wayland come sessione predefinita, sia per quanto riguarda la sessione Ubuntu (quella con la nuova Ubuntu Dock di cui vi ho parlato nel precedente articolo) sia per la sessione GNOME Shell standard.

Il team di sviluppo è consapevole delle limitazioni che Wayland si porta dietro, specie con alcune applicazioni come gparted (sostituibile con GNOME disks), synaptic (che non è installato per default) o Ubiquity (l’installer di Ubuntu).
Per ovviare al problema con Ubiquity la live di installazione utilizzerà Xorg, almeno fino a quando il team non riuscirà a rendere Ubiquity compatibile con Wayland.
Resta inteso che, oltre alla sessione predefinita con Wayland, gli utenti troveranno anche le sessioni classiche con Xorg.
Voi cosa ne pensate?
Un unico software center può portare Linux al successo?

Un unico software center può portare Linux al successo?

Vi ricordate quando qualche settimana fa vi chiesi se fosse possibile avere un a sola distribuzione?
Qualche giorno fa Jono Bacon, ex dipendente Canonical, ha scritto un articolo intitolato
Consolidating the Linux Desktop App Story: An Idea all’interno del quale si auspica l’aggiunta nel core delle distribuzioni GNU/Linux di un solo software center. Ha identificato gli elementi di partenza in Wayland, GNOME Software per una nuova idea di software center centralizzato, multidistribuzione, multifilosofico, basato su Flatpack.

Free/no free software center

Un unico repository di app che verranno filtrate per Desktop Environment, per free / non-free software aperto anche ai pagamenti.

Insomma un idea che fa pensare ad un mega centro per le applicazioni, in modo da rendere semplice all’utente cercare applicazioni, ma soprattutto invogliare i developer a sviluppare le applicazioni in uno store che si affaccia a tutte le distribuzioni, con statistiche quindi rivolte ad una userbase decisamente più allettante rispetto all’utenza di una singola distribuzione.

La scelta di Bacon su GNOME Software è comprensibile: GNOME, che piaccia o meno è il DE di riferimento con un pur ottimo KDE, di conseguenza propone Wayland, ormai considerato il successore di X con Mir sullo sfondo, non c’è quindi bisogno di reinventare qualcosa che già esiste a livello tecnico.

Spazio alla vostra opinione

Questa proposta può avere successo e di conseguenza rendere al panorama IT Linux una realtà meno frammentata di ora e più appetibile per i produttori e i grandi team? Vi auspicate un futuro simile oppure no?
Come sempre lo spazio per i commenti è tutto vostro e delle vostre opinioni.