La mia intervista per la trasmissione RADIOLINUX di RadiostART

La mia intervista per la trasmissione RADIOLINUX di RadiostART

Negli scorsi giorni ho avuto il piacere di essere intervistato per la trasmissione RADIOLINUX in onda su RadiostART una web radio italiana.

RADIOLINUX, come lascia intendere il nome, è una trasmissione dedicata al mondo GNU/Linux. Per chi si fosse perso la diretta è possibile riascoltare il podcast della puntata integrale all’indirizzo
Potete ascoltarla andando all’indirizzo:
https://www.radiostart.it/blog/podcast/radiolinux-puntata-1/

RADIOLINUX Puntata 1

Arch Linux termina il supporto i686 (x86 32-bit), ma potete salvarvi grazie alla community

Arch Linux termina il supporto i686 (x86 32-bit), ma potete salvarvi grazie alla community

Nello scorso mese di Gennaio 2017 la community di Arch Linux aveva annunciato la decisione di abbandonare ufficialmente il supporto all’architettura i686 (x86 32-bit) e aveva fissato la deadline per il mese di Novembre 2017. Bene, la fatidica data è giunta. A partire dalla giornata di ieri Arch Linux ha ufficialmente abbandonato il supporto all’architettura i686.

A partire dalla fine del mese di Novembre 20017 tutti pacchetti i686 verranno rimossi dai mirrors e dall’archivio pacchetti.
Gli utenti che non hanno macchine in grado di supportare l’architettura a 64-bit possono utilizzare il progetto Arch Linux 32 che contiene i repository i686 mantenuti dalla comunità.
Ubuntu ha bisogno di un nuovo tema di default e cerca l’aiuto della comunità

Ubuntu ha bisogno di un nuovo tema di default e cerca l’aiuto della comunità

Il team di sviluppo di Ubuntu ha deciso di lavorare al look della distro e per farlo ha bisogno di aiuto. Per questo motivo ha pensato bene di lanciare una richiesta di aiuto a tutta la comunità di Ubuntu. L’obiettivo è quello di avere un nuovo tema completo (comprensivo dunque di tema per GNOME Shell, tema GTK3 e GTk2 e un tema di icone) in tempo per il rilascio di Ubuntu 18.04 LTS. Se il piano andrà in porto questo verrà utilizzato come nuovo tema di default di Ubuntu 18.04 LTS, altrimenti, in caso di ritardi, verrà comunque data la possibilità di installarlo successivamente.
L’idea è quella di creare un tema da zero, basando il lavoro sul lavoro fatto dal team di GNOME:

  • partire da Adwaita per il tema GTK3 e GNOME Shell, adattandolo di volta in volta al look prefissato per Ubuntu ma avendo sempre come base il tema Adwaita
  • per il tema di icone la proposta iniziale è quella di utilizzare il set di icone Suru già sviluppate per Unity 8

Cosa ne pensate? Per maggiori informazioni e per scoprire come contribuire vi rimando al post sull’Ubuntu Community Hub.

Linux Day 2017 di Milano: Ecco gli interventi

Linux Day 2017 di Milano: Ecco gli interventi

Lo scorso 28 Ottobre 2017 si è svolta l’edizione 2017 del Linux Day, la principale manifestazione italiana dedicata a Linux, al software libero, alla cultura aperta e alla condivisione.
In occasione del Linux Day, come da trazione, ho lanciato l’appello a tutti i lettori del blog di condivisione dei propri talk.

Ad inaugurare le danze ci ha pensato questa volta Roberto Innocenti (che ringrazio pubblicamente) che mi ha inviato il link ai talk del Linux Day 2017 di Milano. Roberto ha tenuto per l’occasione un talk dedicato al progetto Open Hardware PowerPC Notebook Labs di cui vi avevo parlato qualche tempo fa sul blog. L’intervento di Roberto è disponibile anche su Youtube.

Per quanto riguarda i talk del Linux Day 2017 di Milano tutto il materiale è disponibile nel formato Pentabarf xml all’indirizzo http://ldmi.gitlab.io/sd17/2017.xml

Per poter visualizzare il materiale sul vostro PC vi basterà installare ConfClerk sulla vostra distro.
Ad esempio, se siete su Ubuntu e derivate, per installare ConfClerk vi basterà dare da terminale

sudo apt install confclerk

Una volta avviato il programma vi basterà aggiungere l’url http://ldmi.gitlab.io/sd17/2017.xml e potrete visualizzare la scaletta con gli interventi e i link ai vari PDF.

Su Android è possibile utilizzare il programma Giggity che potete installare tramite il Google Play Store.

Outlook Open Converter: il tool per convertire file .DBX in .EML e file .PST in .MBOX

Outlook Open Converter: il tool per convertire file .DBX in .EML e file .PST in .MBOX

Microsoft, da buona azienda commerciale, fa largo uso di formati proprietari per salvare i file generati dalle sue applicazioni, anche per applicazioni come i programmi di posta elettronica. Questo fa si che, quando decidiamo di cambiare applicazione, andiamo in contro a problemi di conversione e siamo spesso costretti a cercare programmi commerciali per poter risolvere i nostri problemi.
Fortuna vuole che spesso e volentieri la comunità del software libero arriva a metterci una pezza fornendo soluzioni libere in grado di farci risparmiare soldi e grattacapi vari.
Quest’oggi vi voglio parlare di Outlook Open Converter, una piccola applicazione per Linux basata su readpst e dbxconv che fornisce una comoda GUI per convertire file Outlook e Outlook Express in standard aperti. Il programma converte file .DBX di Outlook Express 5/6 nel formato .EML e file .PST di Outlook 2003/2007/2010 nel formato MBOX.
Il programma, di cui è disponibile un comodo DEB per sistemi Ubuntu (e derivate), è molto semplice da utilizzare.
Una volta installato ed eseguito ci verrà mostrata una semplice schermata che ci chiede quale file o cartella convertire

Una volta selezionato il file basterà confermare e il programma provvederà a convertire il tutto e generare il nuovo file.

Potete scaricare il DEB di Outlook Open Converter a questo indirizzo (è disponibile sia localizzato in inglese che localizzato in italiano).

Rilasciato Audacity 2.2.0: scopriamo le novità e come installarlo su Ubuntu, Windows e macOS

Rilasciato Audacity 2.2.0: scopriamo le novità e come installarlo su Ubuntu, Windows e macOS

Il team di Audacity ha annunciato il rilascio di Audacity 2.2.0, la nuova versione del famoso software open source e multi piattaforma per la registrazione e l’editing delle tracce audio.
La novità principale di questa release che balza subito all’occhio è il restyling dell’interfaccia utente grazie alla presenza di nuovi temi più moderni che donano un look più piacevole.
Ma vediamo quali sono le principali novità di Audacity 2.2.0:

  • Quattro nuovi temi per l’interfaccia utente e possibilità di personalizzazione degli stessi per gli utenti avanzati
  • Riproduzione di file MIDI (automatica su Windows, su Linu e su macOS invece necessità dell’installazione di sintetizzatori software di terze parti)
  • Migliore organizzazione dei menu
  • I pulsanti di aiuto presenti nelle finestre di dialogo vi rimandano ora alle relative pagine del manuale
  • 198 bug corretti rispetto alla precedente release fra i quali:
    • Miglioramento della funzionalità di ripristino da errori
    • Aggiornamento del manuale con nuove immagini, testi e riferimenti
    • Supporto completo per macOS 10.12 (Sierra) e 10.13 (High Sierra)

Per una lista completa delle novità vi rimando alle note di rilascio di Audacity 2.2.0.

Potete scaricare Audacity 2.2.0 per Windows, macOS e Linux (sorgenti) all’indirizzo http://www.audacityteam.org/download/

Se siete su Ubuntu e derivate potete utilizzare il PPA Audacity Audio Editor and Recorder (compatibile con Ubuntu 16.04, Ubuntu 17.04 e Ubuntu 17.10), PPA consigliato dagli stessi sviluppatori di Audacity.
Per installare Audacity 2.2.0 vi basterà come prima cosa aggiungere il suddetto PPA dando da terminale

sudo add-apt-repository ppa:ubuntuhandbook1/audacity

aggiornare
sudo apt update
ed infine installare Audacity 2.2.0 dando
sudo apt install audacity
Kubuntu 16.04 LTS: arrivano Plasma 5.8.8 LTS e Krita 3.3.2.1 nel PPA Kubuntu Backports

Kubuntu 16.04 LTS: arrivano Plasma 5.8.8 LTS e Krita 3.3.2.1 nel PPA Kubuntu Backports

Il team di Kubuntu ha annunciato la disponibilità di Plasma 5.8.8 LTS (l’ottava bugfix release di Plasma 5.8 LTS) e di Krita 3.3.2.1 nel PPA Kubuntu Backports per Kubuntu 16.04 LTS.
Per aggiornare vi basterà come prima cosa aggiungere il PPA dando da terminale

sudo add-apt-repository ppa:kubuntu-ppa/backports

aggiornare la lista repository

sudo apt update

ed infine aggiornare il sistema dando

sudo apt full-upgrade
Canonical si unisce al GNOME Foundation Advisory Board

Canonical si unisce al GNOME Foundation Advisory Board

Canonical, dopo la decisione di migrare a GNOME Shell come desktop predefinito di Ubuntu 17.10, ha deciso di diventare un membro del consiglio consultivo della GNOME Foundation.

L’Advisory Board della GNOME Foundation è un organismo, formato dalle diverse organizzazioni che fanno parte della GNOME Foundation, il cui scopo è quello di sostenere economicamente e di supportare lo sviluppo di GNOME. Nel consiglio troviamo membri di spicco come Google, la Linux Foundation, la Free Software Foundation, Red Hat. SUSE e Debian.

Maggiori informazioni su:
Ubuntu Insights – Canonical joins GNOME Foundation Advisory Board

CZIP X – Crittografia affidabile per attività quotidiane

CZIP X – Crittografia affidabile per attività quotidiane

Viviamo in un mondo iperconnesso e salvare documenti importanti su computer, dispositivi mobili e cloud storage è diventata un’abitudine per chiunque; tuttavia l’immensa comodità offerta dalle moderne soluzioni informatiche ci induce spesso a trascurare quali potrebbero essere gli effetti collaterali del loro uso. Dal 2014 ad oggi abbiamo assistito alla crescita esponenziale dei casi di violazione degli account di numerosi servizi cloud e la relativa sottrazione di materiali che sarebbero dovuti restare a disposizione del solo legittimo titolare dell’account. I casi più eclatanti sono sicuramente quelli noti come “The Fappening“, il furto di centinaia di foto intime di diverse attrici USA, e quello della giornalista italiana Diletta Leotta, anch’essa vittima del furto e della divulgazione di fotografie intime. Si tratta solo di un esempio perché l’elenco di casi sarebbe lunghissimo da riportare, però un elemento è comune a tutte le violazioni di account online: l’utente si fida troppo dei servizi di storage e dei propri dispositivi informatici.

Un tempo per conservare documenti segreti o comunque importanti per il proprio lavoro e la vita privata, si ricorreva all’uso della cassaforte: un malintenzionato avrebbe dapprima dovuto accedere al locale ove la cassaforte era collocata e poi avrebbe dovuto indovinare la combinazione per poterla aprire o, comunque, nel caso delle piccole casseforti a muro, avrebbe dovuto smurare e portar via la cassaforte per provare a scassinarla in un posto diverso. Paradossalmente, nell’era del documento informatico, è diventato “molto più facile” il furto di informazioni digitali: se salviamo documenti in uno smartphone, possiamo perdere il dispositivo oppure può esserci rubato oppure, ancora, può danneggiarsi e impedire il recupero dei documenti; se salviamo documenti sul computer, questo può essere rubato (tutto o solo gli hard disk) o qualcuno può effettuare accessi abusivi per consultare il contenuto e sottrarre o danneggiare i documenti; se conserviamo i documenti su cloud storage, un malintenzionato può accedere al nostro account e prelevare ciò che desidera (come nei casi esemplificati in precedenza). Alla fine del 2017, quindi, non esiste un posto realmente sicuro in cui conservare un documento informatico importante.
L’unica difesa veramente efficace è la crittografia e CZIP X è stato realizzato proprio per questi scopi. Quest’applicazione è stata concepita partendo da un’idea di fondo: impedire totalmente la sottrazione o la copia non autorizzata dei documenti non è possibile, dunque meglio far sì che un intruso si ritrovi davanti solo e semplicemente una serie di piccole casseforti digitali.

CZIP X nasce dall’esperienza maturata con ZipGenius e la espande: già in ZipGenius la tecnologia denominata “CZIP” consente la crittografia degli archivi ZIP ma la versione 2.3 di quella tecnologia è stata superata dalla realtà dei fatti e una revisione di quella tecnologia si è resa più che mai necessaria. Per offrire una protezione migliore ai documenti, abbiamo pensato di riscrivere la tecnologia CZIP da zero per eliminare caratteristiche che oggi appaiono obsolete ai fini della protezione dei dati e, contemporaneamente, per implementare tecniche crittografiche allo stato dell’arte.

Scelta dell’algoritmo di cifratura.
Lo sviluppo di CZIP X è durato circa due anni perché l’obiettivo era costruire un’applicazione multipiattaforma e che osservasse le migliori prassi in campo crittografico. Principale fonte d’ispirazione sono stati gli articoli e i libri di Bruce Schneier, membro del board del progetto Tor e rinomato studioso di tecniche crittografiche, nonché egli stesso realizzatore di alcuni fra i più noti algoritmi crittografici (Blowfish e Twofish sono impiegati in CZIP X).
CZIP X permette di realizzare archivi cifrati: basta selezionare i files da crittografare, scegliere l’algoritmo di cifratura (fra Blowfish, Twofish e AES/Rijndael), inserire una passphrase e impostare altre opzioni per rendere l’archivio progressivamente più sicuro – la nostra tecnologia è definibile come metodo di “sicurezza a strati” poiché, man mano che si attivano le diverse opzioni offerte dall’applicazione, l’archivio acquisisce strati di sicurezza.
Sono quattro le caratteristiche fondamentali di CZIP X:
  • l’uso di passphrase in luogo delle password: anche recentemente il NIST ha suggerito di sostituire alle password complicate (tipo WxK!#189-Qa1kLp@) l’uso di vere frasi, ossia parole (anche di senso compiuto) separate da spazi;
  • l’uso dei QR-code: è possibile generare un QR-code da comunicare al destinatario di un archivio cifrato, senza la necessità di comunicargli anche la passphrase per decifrarlo – la passphrase è crittografata all’interno del QR-code;
  • l’uso di marche temporali provenienti da time server NTP per il conferimento di data e ora certa di creazione;
  • la possibilità di rendere l’archivio non condivisibile: l’archivio cifrato può essere creato in modo da essere indecifrabile in altri dispositivi o da altri utenti dello stesso dispositivo d’origine.
Le opzioni per personalizzare l’archivio e renderlo autobloccante o autocancellante.
Si aggiungano a queste anche la possibilità di creare archivi auto-bloccanti e auto-cancellanti: in sede di decifratura, dopo aver sbagliato per tre volte la passphrase, CZIP X, rispettivamente, blocca i contenuti dell’archivio (pur mantenendoli virtualmente recuperabili) oppure cancella in modo sicuro i dati cifrati e l’archivio diviene inutilizzabile.
La finestra delle opzioni per esperti.
Dopo la cifratura, è possibile generare un QR-code.
La finestra dell’assistente alla decifratura.
CZIP X per Linux è assolutamente gratuito (donazioni sono ben accette, tuttavia) mentre le versioni per Windows 10/10 Mobile, macOS e Android saranno disponibili dai rispettivi app store a soli € 0,99 (con un periodo di prova gratuita).
CZIP X per Linux può essere scaricato dal sito http://www.czip.it

SuperTuxKart si aggiorna e sbarca su Android!

SuperTuxKart si aggiorna e sbarca su Android!

Il team di sviluppo di SuperTuxKart, dopo più di un anno dalla precedente release, ha annunciato il rilascio di SuperTuxKart 0.9.3-rc1 nome in codice “Halloween Update”.

Altra grande novità è l’arrivo di SuperTuxKart su Android. Potete scaricare il gioco direttamente dal Google Play Store oppure scaricare l’apk dal sito.

Di seguito trovate un piccolo video che mostra il gioco su Android.