Comune di Roma: 4000 postazioni migrate a LibreOffice fino ad oggi

Comune di Roma: 4000 postazioni migrate a LibreOffice fino ad oggi

Buone notizie per tutti gli amanti del software libero e open source che aspirano a vederlo sempre più diffuso nella Pubblica Amministrazione Italiana.
Come ben saprete il Comune di Roma ha avviato da un anno un piano di studio e migrazione verso il software libero e open source.
In quest’ottica rientra anche la migrazione verso soluzioni office libere. Nell’ultimo domande e risposte pubblicato su Facebook dell’Assessora a Roma Semplice Flavia Marzano scopriamo che fino ad ora sono state migrare circa 4000 postazioni a LibreOffice. Un ottimo risultato che speriamo si estenda e si consolidi sempre più.
Trovate il video in descrizione

Riflessione serale sul look di Linux Mint…

Riflessione serale sul look di Linux Mint…

Non so voi ma io ogni volta che installo Linux Mint perdo un sacco di tempo nel tentativo (spesso vano) di personalizzarne l’aspetto della distro cercando di trovare un tema di icone “neutro”, un buon tema gtk e un buon tema per Cinnamon.

Mint X, il tema di default di Linux Mint

Quando dico tema di icone neutro mi riferisco a quei temi di icone che non vanno a mascherare le icone dei vari programmi. A mio avviso i set di icone di default delle distro devono personalizzare solo cartelle e applicativi personalizzati per una questione di rispetto nei confronti degli sviluppatori dei vari programmi che investono tempo e risorse per avere un proprio brand, un look che rende i loro programmi subito riconoscibili.

Mint Y, quello che dovrebbe essere il restyling di Linux Mint

Non so come fanno in Linux Mint a non curare minimamente questo aspetto. I temi di default mascherano pesantemente le icone dei vari programmi. Veramente c’è qualcuno a cui piacciono questi temi?

PS: io questa sera ho trovato il mio equilibrio con questa combinazione. Come tema di icone ho utilizzato le icone Adwaita 3.26 che sono le uniche che sono decenti che sono riuscito a trovare.
Tema GTK è Adapta mentre il tema Cinnamon è Adapta-Nokto. Il wallpaper è questo

Il mio tentativo di rendere il tutto più carino

PPS: e comunque ancora non sono convinto del risultato finale
PPPS: vengo da un tour su elementary, li si che sanno come fare i set di icone e personalizzare il look globale della distro (scrollbar a parte) ma questa è un’altra storia…

Come aggiornare a Linux Mint 18.3

Come aggiornare a Linux Mint 18.3

Stamane è stato ufficialmente annunciato il rilascio delle ISO di Linux Mint 18.3 utili per chi installa per la prima volta Linux Mint.
Per gli utenti che provengono da Linux Mint 18.2 (o release 18.x precedenti) è comunque possibile aggiornare il sistema fin da subito grazie al Gestore Aggiornamenti.
Vediamo come fare.

Creare uno snapshot con Timeshift

Uno dei programmi che troviamo preinstallati su Linux Mint 18.3 è Timeshift, un programma che ci consente di creare degli snapshot di sistema da poter usare per ripristinare il nostro computer in caso di problemi.
Siccome la prudenza non è mai troppa il team di Linux Mint consiglia di usarlo anche su Linux Mint 18.2 prima dell’aggiornamento a Linux Mint 18.3. Per farlo da terminale diamo

sudo apt update && sudo apt install timeshift

Una volta installato Timeshift non ci resta che avviarlo e seguire le istruzioni a video per poter creare il nostro snapshot prima dell’upgrade.

Preparare il sistema per l’upgrade

Prima di procedere all’upgrade disattivate il Salvaschermo dalle impostazioni di sistema.
Altra cosa fondamentale è, se avete installato appletes, desklets, estensioni e temi per Cinnamon verificate la presenza di aggiornamenti degli stessi dalle impostazioni di sistema.

Aggiornare a Linux Mint 18.3

Bene, dopo aver fatto i suddetti passaggi possiamo passare alla fase di aggiornamento vero e proprio. Avviate il Gestore Aggiornamenti, cliccate su Menu e poi Cerca Aggiornamenti (potete farlo anche dal tasto presente nella schermata principale del Gestore Aggiornamenti.

Cliccate ora su Modifica e selezionate la voce Aggiorna a “Linux Mint 18.3 Sylvia” (gli screen sono in inglese perché ho utilizzato quelli del sito di Linux Mint visto che io ho reinstallato perché provenivo da una distro diversa)

A questo punto non ci resta che seguire le istruzioni a schermo e attendere il completamento della procedura di upgrade

Durante l’aggiornamento vi dovrebbe chiedere di mantenere o sostituire i file di configurazione. Voi scegliete di sostituirli.

Al termine dell’aggiornamento riavviate il computer e gustatevi Linux Mint 18.3

Info aggiuntive

Sebbene Linux Mint 18.3 abbia un kernel più recente la procedura di upgrade non cambierà in automatico la versione del kernel precedentemente installata. Starà a voi aggiornare o meno il kernel dal Gestore Aggiornamenti.
La stessa cosa accade per la scelta del display manager e della selezione di software preinstallato. Le applicazioni da voi installate non verranno rimosse così come non verranno aggiunte applicazioni aggiuntive.
Nel caso vogliate provare le nuove applicazioni che vengono preinstallate con Linux Mint 18.3 come Redshift e mintreport potrete installarle manualmente da terminale dando

sudo apt install redshift-gtk

e

sudo apt install mintreport

Se stai utilizzando Cinnamon o MATE e l’upgrade non è ancora disponibile controlla di aver installate le ultime versioni di mintupdate e mint-upgrade-info. Se le versioni più recenti dei tool di aggiornamento non sono installate cambiare mirror e passate a quello principale di Linux Mint.

Linux Mint 18.3 “Sylvia” Cinnamon e MATE ufficialmente rilasciate

Linux Mint 18.3 “Sylvia” Cinnamon e MATE ufficialmente rilasciate

Linux Mint 18.3 “Sylvia” Cinnamon

Il team di Linux Mint ha ufficializzato il rilascio di Linux Mint 18.3 nome in codice Sylvia nelle edizioni principali equipaggiate con Cinnamon e MATE.
Si tratta della terza point release della serie 18.x basata su Ubuntu 16.04 LTS e come la distro dalla quale deriva offre supporto esteso sino al 2021.
Fra le novità principali di Linux Mint 18.3 troviamo:

  • Cinnamon 3.6 con supporto HiDPI e alle barre di avanzamento
  • Timeshift che si affianca a mintBackup
  • Nuovo tool per la gestione dei report di sistema in caso di crash
  • Xed, l’editor di testo, ora offre la funzionalità minimap
  • La barra degli strumenti di Xreader (il lettore PDF) è stata migliorata. I pulsanti della cronologia sono stati sostituiti dai pulsanti di navigazione (la cronologia può sempre essere visualizzata tramite il menu). Aggiunto ai pulsanti di zoom un terzo per resettare il livello di zoom al fine di rendere coerente Xreader con le altre Xapp. Xreader ottiene inoltre il supporto per rilevare le dimensioni dello schermo, in modo che lo zoom del 100% significa che quello che vedi sullo schermo è esattamente la dimensione del documento che avrebbe sulla carta.
  • In Xplayer, il lettore multimediale, la finestra a schermo intero è stata migliorata per sembrare più pulita e per essere più coerente con la modalità finestra del lettore.
  • Miglioramenti nelle impostazioni di personalizzazione della schermata di login
  • Redshift installato per default
  • PIA Manager non richiede più la password di root per essere eseguito
  • Miglioramenti nel Software Manager che ora ha una nuova user interface e risulta più leggero e veloce
  • Supporto Flatpak

Trovare le note di rilascio sulle ISO, i link per scaricarle tramite torrent o link diretto e altre info sul blog ufficiale agli indirizzi:

Monaco di Baviera tornerà a Windows (e forse anche a Microsoft Office)

Monaco di Baviera tornerà a Windows (e forse anche a Microsoft Office)

La città di Monaco di Baviera, che 14 anni fa aveva fatto la scelta coraggiosa di passare al software libero, tornerà a Microsoft Windows a partire dal 2020.

La decisione era nell’aria da tempo, dopo che lo scorso anno fu presentato e discusso uno studio condotto da Accenture sullo stato dell’infrastruttura informatica comunale per determinarne gli sviluppi futuri.

Dopo un anno e diversi consigli comunali si è arrivati (purtroppo n.d.r.) alla fatidica decisione di migrare i 29000 PC attualmente equipaggiati con LiMux a Windows 10 a partire dal 2020. Secondo le stime il piano di migrazione sarà completato nel 2023 e costerà circa 89 milioni di euro.

Incerto invece il futuro di LibreOffice in quanto il Consiglio Comunale ha inoltre deciso di testare l’uso di Microsoft Office 2016 per 6000 utenti. I risultati di questo test verranno discussi dal consiglio comunale a fine 2018 quando Monaco dovrebbe votare se sostituire o meno LibreOffice con Microsoft Office. In caso di esito positivo la migrazione a Microsoft Office partirà nel 2021 per concludersi entro il 2023.

Maggiori info le trovate su TechRepublic e su heise online

Nostalgici di Unity 7? Potrebbe presto arrivare Ubuntu Unity Remix

Nostalgici di Unity 7? Potrebbe presto arrivare Ubuntu Unity Remix

Nostalgici di Unity 7? Forse c’è qualche speranza per il futuro. Tramite la mailing list di Ubuntu apprendiamo infatti la nascita di un nuovo progetto chiamato Ubuntu Unity Remix curato dall’Unity7 Maintainers Team, un gruppo di developers e volontari intenzionati a realizzare una variante di Ubuntu 18.04 LTS con Unity 7 come ambiente desktop predefinito.

Il progetto è ancora all’inizio e non è ancora annoverato come flavour ufficiale di Ubuntu ma è già possibile scaricare le ISO sperimentali all’indirizzo http://people.ubuntu.com/~twocamels/?_ga=2.202611921.1395504858.1510562354-489780228.1413308918

Cosa ne pensate? Contenti?

Manjaro-32 riporta Manjaro sui sistemi i686

Manjaro-32 riporta Manjaro sui sistemi i686

Arch Linux ha abbandonato ufficialmente il supporto ai sistemi operativi a 32-bit e questa sua decisione si è ripercossa sulle sue derivate principali ovvero Manjaro e Antergos che non forniranno più supporto ai sistemi i686. Per fortuna, così come è accaduto per Arch Linux, anche per Manjaro ci ha pensato la comunità a mettere una pezza.
E’ nato infatti Manjaro-32, un progetto totalmente comunitario che mira a fornire i pacchetti necessari all’installazione di Manjaro sui sistemi a 32-bit i686.

Provare le icone Suru su Ubuntu

Provare le icone Suru su Ubuntu

Come ben saprete Canonical ha deciso di utilizzare le icone Suru su Ubuntu 18.04 LTS

Quello che però molti non sanno è che è possibile fin da ora testare le icone Suru sulla vostra Ubuntu (o altra distro) scaricandole direttamente dalla pagina su GitHub dedicata alle icone che potete trovare all’indirizzo https://github.com/snwh/suru-icon-theme/
Cliccando su https://github.com/snwh/suru-icon-theme/archive/master.zip scaricherete l’archivio contenente le icone.
All’interno dell’archivio troverete la sotto cartella Suru che andrà estratta nella cartella nascosta .icons presente nella vostra home. Qualora la cartella .icons non fosse presente basterà crearla.
Per applicare il tema di icone Suru potete usare gnome-tweak-tool se siete su Ubuntu 17.10 oppure unity-tweak-tool se siete su Ubuntu 16.04 LTS.
Firefox: attivare l’accelerazione hardware OpenGL e migliorare le prestazioni

Firefox: attivare l’accelerazione hardware OpenGL e migliorare le prestazioni

Spesso Firefox su sistemi Linux ha problemi di prestazioni nella riproduzione di video in presenza di specifico hardware. Questo perché su Firefox per Linux non è ancora abilitato di default l’OpenGL Off-Main-Thread Compositing (OMTC) che consente di migliorare le prestazioni sfruttando l’accelerazione hardware OpenGL. L’OMTC è disabilitato di default sui sistemi Linux a causa di un bug vecchio più di sette anni che non è ancora stato risolto.

Come verificare se l’accelerazione hardware OpenGL è attiva
Per verificare se l’accelerazione hardware è attiva vi basterà aprire Firefox, digitare

about:support

nella barra degli indirizzi e premere invio.
Andando su Grafica, Composizione se l’accelerazione non è attiva troverete come valore la dicitura Basic.

Come attivare l’accelerazione hardware OpenGL
Per attivare l’accelerazione hardware OpenGL su Firefox per Linux sarà sufficiente aprire Firefox, digitare nella barra degli indirizzi

about:config

e confermare con Invio. Vi verrà mostrato un messaggio di avvertimento sul fatto che le modifiche apportate in questa sezione di Firefox potrebbero portare ad instabilità del browser o problemi di sicurezza. Noi, siccome sappiamo quello che stiamo facendo, clicchiamo su Accetto i rischi.

Bene, nel campo di ricerca scriviamo ora

layers.acceleration.force-enabled

che, come potete vedere, di default è impostato su false.

Facciamo ora doppio click con il mouse sulla voce. Il valore cambierà in true (e la scritta diventerà in grassetto).

Chiudiamo ora Firefox e riapriamolo in modo tale da applicare i cambiamenti appena fatti.

Andando ora nuovamente in about:support

troveremo il valore OpenGL, segno che l’accelerazione è ora attiva.

Ora provate il browser per apprezzare i miglioramenti. Spesso mi è capitato di veder risolti i problemi di tearing video su GNOME Shell e driver NVIDIA.

Nel caso in cui riscontriate dei problemi di stabilità vi basterà reimpostare su false il valore di layers.acceleration.force-enabled per ripristinare Firefox alle impostazioni predefinite.

Che dire, speriamo che i developers di Firefox riescano al più presto a risolvere tutti i problemi e proporre finalmente, anche su Linux, l’accelerazione hardware di default così come già fanno su Windows e macOS.