Firefox Focus supera il milione di download
Quando si parla di Mozilla è risaputo che i progetti in ballo sono diversi: da uno dei browser più utilizzati, fino … [Visita il sito per leggere tutto l’articolo]
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Oracle Web Center versions 11.1.1.9.0, 12.2.1.1.0, and 12.2.1.2.0 suffer from a cross site scripting vulnerability.
Source: Oracle Web Center 11.1.1.9.0 / 12.2.1.1.0 / 12.2.1.2.0 XSS
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Trattare le macchine virtuali in articoli della lunghezza di due pagine stampate è complicato. L’argomento è vasto e necessiterebbe di continui approfondimenti. Questo articolo non tratta specificatamente le macchine virtuali, in realtà tratta le reti. Ma dopo aver configurato il bridge in questo modo sarà possibile “agganciargli” sia dispositivi virtuali, sia dispositivi reali a seconda delle proprie esigenze.
Come si è già detto, in primo luogo dobbiamo verificare che il nostro processore supporti la virtualizzazione, questo si può verificare cercando la voce “vmx” in /proc/cpuinfo per i processori Intel e “svm” in quelli basati su AMD.
Il modulo che deve essere caricato dal kernel si chiama “kvm”, c’è un secondo modulo che si chiama kvm_intel o kvm_amd a seconda del proprio processore. La maggioranza delle distribuzioni carica questi moduli all’avvio o automaticamente.
Per l’utilizzo di questo software è necessario avere i privilegi di root o un utente sudo, è possibile effettuare configurazioni con privilegi inferiori, ma questo va oltre lo scopo del nostro articolo.
Per l’installazione useremo una Fedora 25, in questo articolo installiamo solamente il software necessario, la configurazione delle macchine virtuali verrà trattata in altri articoli.
dnf install qemu-kvm libvirt virt-install bridge-utils
systemctl start libvirtd
systemctl enable libvirtd
Per creare il bridge useremo nmcli l’interfaccia a linea di comando di network-manager:
# aggiungiamo il bridge
nmcli c add type bridge autoconnect yes con-name br0 ifname br0
significato delle opzioni (man nmcli e man nm-settings):
# impostiamo l’indirizzo IP
nmcli c mod br0 ip4 192.168.10.10/24 ipv4.method manual
significato delle opzioni:
# impostiamo il gateway
nmcli c mod br0 gw4 192.168.10.1
significato delle opzioni:
# impostiamo il DNS:
nmcli c mod br0 ipv4.dns 192.168.10.1
significato delle opzioni:
# cancelliamo le impostazioni attuali della scheda di rete (ho scelto eth0)
nmcli c del eth0
significato delle opzioni:
# aggiungiamo l’interfaccia come membro del bridge
nmcli c add type bridge-slave autoconnect yes con-name eth0 ifname eth0 master br0
significato delle opzioni:
effettuate un reboot e verificate che il bridge sia operativo lanciando “ip addr”.
Network-Manager è un software complesso e di livello molto alto. Ha una montagna di opzioni e quando si comincia a comprenderlo diventa come un coltellino svizzero. Difficile farne a meno.
Con questo articolo spero di aver risposto alla domanda di jboss, se ho dimenticato qualcosa scrivetelo nei commenti diventerà uno spunto per il prossimo articolo.
Non pretendo di essere completo ed esaustivo, anzi, preferisco dimenticare qualcosa e lasciare che la mente di chi legge cominci a lavorare per cercare la soluzione.
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